Con il termine autonomia s’intende la possibilità di svolgere le proprie funzioni senza interferenze o condizionamenti da parte di altri. Questa parola deriva dal greco antico: “legge propria”. È cioè autonomo chi è in grado di regolarsi con leggi proprie.
Come disse Maria Montessori: “una mamma che imbocca il proprio bimbo senza compiere lo sforzo di insegnargli a tenere il cucchiaio non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo.”
Ma perché è così importante l’autonomia nei bambini?
Per tre motivi principali:
- Sicurezza: spesso uno dei motivi che spingono noi genitori a iper-proteggere i nostri bambini è il timore che possano farsi del male. Il rischio tuttavia è una condizione necessaria per acquisire capacità e competenze. Viceversa, non potendo mai correre rischi, non può verificare e consolidare le sue abilità e accumula un grande desiderio di rischio inespresso, che può esplodere anche in forme pericolose quando il controllo dell’adulto non sarà più possibile.
- Autostima: un’altra ragione che ci spinge a esercitare un controllo eccessivo sulla vita dei nostri figli è la volontà di evitare loro frustrazioni e delusioni, ma queste sono pur sempre emozioni necessarie per la crescita che permettono al bambino di prendere consapevolezza dei propri limiti. Un bambino autonomo sarà un adulto sicuro di sé, perché avrà sviluppato uno spiccato senso pratico e logico.
- Empatia: un bambino autonomo è un bambino che sa stare con gli altri senza la presenza di adulti a sorvegliare. È quindi abituato a relazionarsi con i suoi “simili” e a condividere con loro in maniera spontanea esperienze ed emozioni. Questo è un passo fondamentale per innescare meccanismi fondamentali, quali la comprensione dell’altro, l’accettazione del confronto e dello scontro, la capacità di mettersi nei panni dell’altro e di non considerarsi il centro del mondo.
Ma cosa possiamo fare noi genitori, nel quotidiano, per stimolare l’indipendenza dei nostri bambini?
- Educarli all’autonomia già dalle piccole cose: mangiare e lavarsi da solo, vestirsi, prendersi cura delle proprie cose, giocare in autonomia da solo o con gli amici.
- Abituarli alla precisione e alla cura: i bambini sono naturalmente attratti dai dettagli e dal compiere determinati atti secondo un ordine preciso. Imparare ad agire con precisione è un ottimo esercizio per armonizzare il corpo e apprendere il controllo dei movimenti.
- Bando al “sei troppo piccolo”: È giusto dare fiducia ai bambini fin dalla più tenera età, affidando loro compiti semplici, ma che li facciano sentire utili nel contesto familiare. Per esempio apparecchiare la tavola, innaffiare le piante, rifare il letto…
- Osservare e intervenire solo in caso di reale pericolo.
- I tempi del bambino: rispettiamo i suoi tempi e soprattutto non riempiamogli ogni momento della giornata. Il gioco libero è importante tanto quanto le attività strutturate.
- Educare al contatto con la natura: per stimolare l’intrinseca curiosità e voglia di esplorazione.
“Aiutarli a fare da soli” significa essere i primi fan dei nostri figli, credere nelle loro capacità e possibilità: la base fondamentale affinché in futuro ci credano anche loro.